Movimento Trieste Libera

UN GIURAMENTO IMPOSSIBILE

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Stanno continuando imperterriti a simulare la sovranità dell’Italia sul Territorio Libero di Trieste. E per farlo devono “convincere” i triestini di essere cittadini italiani togliendo loro la cittadinanza di diritto del Territorio Libero di Trieste ed imponendogli quella della vicina Repubblica italiana.

O meglio cercando di farlo, perché le autorità italiane stanno così violando il Trattato di Pace con l’Italia del 10 febbraio 1947 e tutte le leggi italiane di ratifica ed esecuzione, nonché il mandato internazionale di amministrazione provvisoria. E in questo modo l’intero ordinamento italiano a partire dalla stessa Costituzione della Repubblica italiana.

Perché la cittadinanza di diritto del Territorio Libero di Trieste è dovuta ai sensi e per gli effetti degli allegati VI (art. 6), VII (art. 2, IV comma) del Trattato di Pace, vigente nell’ordinamento italiano anche in deroga alle leggi nazionali e con prevalenza nella gerarchia delle fonti di diritto.

In questa azione contro i diritti fondamentali dei cittadini del Territorio Libero di Trieste si pone l’obbligo di iscrizione per ogni triestino al compimento della maggior età nelle liste di leva. E’ questo “l’ingresso” nelle Forze Armate dello Stato italiano: un arruolamento forzato contro legge, regolato dal Codice dell’Ordinamento Militare italiano.

All’arruolamento di forza dei triestini nelle Forze Armate italiane, ho dedicato un precedente post “RENITENTI ALLA LEVA” che ha riscosso molto interesse. Descrivevo una situazione intollerabile di negazione dell’identità di un popolo attuata con una repressione sistematica. Perché rifiutarsi di fare il militare nelle Forze Armate italiane  prestando un giuramento di fedeltà  “impossibile” per un cittadino del Territorio Libero di Trieste significava finire nel carcere militare come disertore.

L’arruolamento veniva eseguito con doppio inganno. Il primo era che le “reclute” non venivano informate che l’arruolamento era stato esteso a Trieste con un decreto del Commissario Generale del Governo (Decreto N. 73 del 7 ottobre 1958), cioè con un atto di amministrazione del Territorio Libero. Il secondo inganno consisteva nel coprire questa situazione con una domanda di volontariato compilata con un foglio fatto firmare in bianco agli ignari triestini come “lista vestiario” o simili.

L’indifferenza internazionale ed altri interessi superiori (la cosiddetta “guerra fredda”) hanno lasciato perpetuare per decenni questo crimine contro i cittadini di uno Stato difeso solo dalla forza del diritto internazionale invertito contro legge nei loro confronti. Una situazione davvero paradossale che ha causato danni anche irreversibili a decine di migliaia di persone colpevoli solo di essere i cittadini scomodi di uno Stato che doveva essere fatto sparire.

Una situazione che continua anche oggi perché le istituzioni del Territorio Libero di Trieste sono state sostituite, nella continuazione della simulazione di sovranità, da quelle della vicina Repubblica Italiana. E lo stesso Comune di Trieste così “controllato” iscrive nelle liste di leva delle Forze Armate italiane i giovani del Territorio Libero di Trieste. In attesa di una prossima guerra.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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