Movimento Trieste Libera

CHI TENTA DI DANNEGGIARE IL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

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Che le cose stiano cambiando nel Territorio Libero di Trieste è certo. Tutti si attendono che accada qualcosa, che nel 2017 arrivino quei primi riconoscimenti internazionali a conferma dell’immutabilità dello status giuridico di Trieste e del suo Porto Franco Internazionale. E’ un clima particolare di attesa e di speranza quello che si respira di questi tempi a Trieste.

Ormai tutti sanno che è impossibile negare l’evidenza delle cose. Dopo cinque anni di lotte i triestini che si dichiarano apertamente cittadini del Territorio Libero e si rifiutano di riconoscere la sovranità simulata dello Stato italiano sono sempre più numerosi.

Anche chi non si schiera ancora apertamente aspetta la fine di quella che ormai molti considerano l’occupazione italiana. E’ un’atmosfera particolare che bisogna toccare con mano. E’ come se ci si preparasse alla fine di un’epoca che per Trieste è stata una lunga decadenza, un’agonia inarrestabile, per prepararsi ora a risorgere con le ali di nuovo Stato indipendente che le spettano per legge dal 1947 per tornare agli antichi splendori di quella città porto capitale marittima della mitteleuropa come già con l’impero austroungarico.

Ma non solo i triestini attendono questo momento. Per l’Italia, che dal ristabilimento dei diritti del Territorio Libero di Trieste trarrebbe, come molti Paesi confinanti, indubitabili vantaggi economici, il dilemma è quello di abbandonare un territorio sul quale è stata costruita una artificiosa sacralità patriottica.

Perché molti identificano Trieste come il punto di arrivo di una faticosa unità nazionale. Miti  e condizionamenti nazionalistici che contrastano naturalmente con i diritti di libertà dei triestini e con la crescita del Porto Franco Internazionale di Trieste. Un porto al di fuori del controllo soffocante ed egemone dell’Italia, e visto per questo come pericoloso nemico dalle camorre nazionaliste di Stato italiane.

Ecco quindi che di fronte al sempre più serio rischio di perdere l’amministrazione fiduciaria di un territorio internazionale così importante e ai propri confini, l’Italia (che non vi ha sovranità) cerchi di riposizionarsi per riuscire comunque a controllarlo magari tramite un governo “gradito”. Per questo è necessario mettere a livello internazionale in cattiva luce i sostenitori del Territorio Libero di Trieste creando incidenti assurdi.

E di questi incidenti fa parte la recente farsesca costituzione di un preteso ed autoproclamato “governo” del Territorio Libero di Trieste sotto la guida di un ex militare e faccendiere e di un ex poliziotto italiani (provenienti dalla Campania e dalla Sicilia) che si auto attribuiscono risibilmente la cittadinanza di diritto del Territorio Libero di Trieste coinvolgendo nella pagliacciata alcuni gruppuscoli pseudo indipendentisti già compromessisi per avere partecipato con esiti fallimentari alle illegittime elezioni amministrative italiane a Trieste.

Queste iniziative potrebbero far ridere, ma non sono da sottovalutare perché danneggiano l’immagine della sacrosanta battaglia per i diritti del Territorio Libero di Trieste sostenuta da tanta parte della popolazione, e servono soltanto a soddisfare i protagonismi di piccoli gruppi di persone irresponsabili, arriviste o ingenue che in realtà non hanno mai fatto nulla di serio e di utile per il Territorio Libero.

Tratto dal blog “Ambiente e Legalità” di Roberto Giurastante

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