Movimento Trieste Libera

IL MOVIMENTO TRIESTE LIBERA HA PRESENTATO LE OPPOSIZIONI CONTRO IL RIGASSIFICATORE DI MONFALCONE (ZONA DEL LISERT)

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Venerdì 19 settembre il Movimento Trieste Libera, che sui rigassificatori come su tutte le altre questioni non spartisce chiacchiere da politicanti ma compie azioni serie giuridicamente fondate, ha presentato le proprie osservazioni di carattere ambientale e giuridico contro il cosiddetto “mini-rigassificatore” che un gruppo di interesse economico-politico cerca di imporre nella zona del Lisert, coinvolgendo i Comuni di Monfalcone e di Duino Aurisina – Devin Nabrežina

Pubblichiamo qui il documento (osservazioni_via_SMART_GAS) ed aggiungiamo alcune informazioni utili ai naviganti nel mare di disinformazione locale, dove agli inganni del Piccolo si sono aggiunti da qualche mese anche quelli dei falsi indipendentisti di via Roma.

Chi sta dietro: il solito PD.

Molte persone sono rimaste sorprese dall’aggressività con cui il promotore pubblico dell’iniziativa, tale Alessandro Vescovini, tenta di imporre questo suo progetto, minacciando addirittura di azioni giudiziarie chi pone obiezioni molto serie. L’aggressività è quella stessa del principale sostenitore più o meno palese del progetto, il Partito democratico (PD) che malgrado il suo nome sta dimostrando di essere divenuto lo strumento di una vecchia e nuova classe di potere mangiatutto, che tenta di occupare tutte le poltrone ed appoggia tutti i progetti più costosi, anche se costituiscono pericolo e danno grave per la collettività.

Sono gli stessi gerarchi ex-democristiani ed ex-comunisti del PD che insistono sull’urbanizzazione illegale del Porto Franco Nord senza rispondere alle domande antimafia ed anticorruzione specifiche, e che hanno appoggiato il rigassificatore a Zaule di Gas Natural Italia (ora sequestrata e commissariata dell’Antimafia), poi si sono dichiarati contro per non perdere le elezioni ma hanno tentato di farcelo imporre dall’UE, ed ora ritardano la firma del decreto ministeriale che dovrebbe bloccarlo definitivamente, ottenuto dalla presidente del Porto, Monassi.

L’operazione in corso.

Ora i gerarchi del PD aspettano di esser riusciti ad eliminare Monassi con attacchi propagandistici sempre più violenti per sostituirla con una persona loro che rilanci l’urbanizzazione speculativa illegale del Porto Franco Nord (continuando a tacere sugli interrogativi antimafia) e trovi il modo di riproporre il rigassificatore a Zaule con Gas Natural se sbloccata dall’Antimafia, o sotto altra etichetta.

E nel frattempo tentano di prendere terreno per Zaule imponendo al Lisert un “minirigassificatore” che è invece anch’esso un bestione improponibile, pericoloso e dannoso quanto l’altro, piegando la resistenza di Comuni minori per poter piegare poi meglio quella di una Trieste tutta in mano ad un PD trasformato in nuova camorra politica locale.

Per riuscirci però non devono solo occupare l’Autorità Portuale, ma anche emarginare, corrompere o screditare le altre opposizioni che hanno contato per bloccare il progetto rovinoso di Zaule: dalla Slovenia alla SIOT (Oleodotto Transalpino – TAL), agli ambientalisti Alpe Adria Green e di Greenaction Trasnational, guidata da Roberto Giurastante cui si è associato il Movimento Trieste Libera, che Giurastante presiede dal gennaio di quest’anno, essendone anche socio fondatore.

Le principali iniziative di successo in argomento, durate anni, sono infatti sue, e precisamente quelle descritte e documentate nel suo formidabile libro-inchiesta sulle corruzioni a Trieste “Tracce di legalità”: tre petizioni al Parlamento Europeo ed una denuncia alla Commissione Europea, che hanno fatto anche mettere l’Italia sotto inchiesta , mentre il 22 gennaio del 2013 Giurastante è stato chiamato ad illustrare personalmente la questione in udienza al Parlamento Europeo.

E le cornacchie con le penne di pavone.

Non è dunque nemmeno un caso se anche i falsi indipendentisti inventori di “Territorio Libero al cubo”, in via Roma, e collegati ai poteri italiani tentano ferocemente di sabotare e screditare Giurastante con ogni genere di diffamazioni e bugìe, e di confondersi con Trieste Libera da camaleonti, assumendo forme simili ed attribuendosi meriti che non hanno.

L’inganno più recente di costoro (dopo che hanno spacciato come riconoscimento di sovranità attuale la copia conforme di un certificato anagrafico di sessant’anni fa, e 600 dimostranti, forestieri inclusi, per 2000) è il tentativo di farsi anche credere autori delle battaglie e vittorie di Giurastante contro il rigassificatore. Lo dichiara adesso infatti ai media il loro capo, Vito Potenza, e lo scrivono pure sulla pagina facebook che questi replicanti ci hanno rubato qualche mese fa assieme al sito.

Ma la verità è che i loro capetti (Vito Potenza, Stefano Ferluga, Adriano Ciacchi, Arlon Stok) erano solo stati fatti entrare da Giurastante alla sua udienza del Parlamento Europeo del gennaio 2013 come suoi portaborse e per Greenaction. Vantandosene poi come cornacchie con le piume del pavone incollate sulla coda.

Anche per le battaglie contro il rigassificatore, infatti, come per quelle del Territorio Libero, gli incompetenti di “Territorio Libero al cubo” non hanno infatti mai saputo far altro che spacciare fumo e vanterie per accalappiare voti in libertà, nell’esatto stile della politica italiana. Mentre Trieste Libera costruisce bene e solidamente, qui ed a livello internazionale.

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